Sostenibilità e innovazione dal mondo del packaging e dei sistemi espositivi
 
Packaging sostenibile: casi studio di successi e fallimenti

Packaging sostenibile: casi studio di successi e fallimenti

Nel settore del packaging sostenibile casi studio ed esempi pratici permettono di comprendere meglio le opportunità, i limiti e le strategie vincenti utilizzate. Uno dei casi emblematici è quello di Ikea, che ha rivoluzionato il proprio packaging adottando soluzioni flat-pack ecosostenibili. Questa scelta ha permesso di ridurre in modo considerevole l’utilizzo di materiali e ottimizzare anche la logistica. Ma non c’è solo Ikea, se pensiamo al percorso fatto anche da altri famosi brand. Coca-Cola, ad esempio, ha raggiunto un importante traguardo introducendo bottiglie realizzate con plastica 100% riciclata, un passo cruciale verso l’economia circolare.

Tuttavia non mancano progetti meno riusciti: nella scelta del packaging compostabile ad esempio, se questi tipi di confezionamenti non vengono poi correttamente gestiti, si rivelano alla fine costosi, inefficaci o difficili da smaltire. Anche questi casi studio sono fondamentali per comprendere gli ostacoli reali e come superarli nel settore del packaging sostenibile. Altra colonna portante sono le direttive europee: la loro analisi costante è fondamentale come il loro successivo impatto. Quindi un latro elemento da considerare sono appunto casi pratici su come le aziende stanno adattando queste specifiche direttive nei loro processi produttivi o di design, spinte dal fatto di dover rispettare requisiti sempre più stringenti.

Packaging sostenibile casi studio: il successo di Ikea e le difficoltà del Global Commitment

1 – Caso Studio di Successo: Ikea e il packaging flat-pack in cartone riciclato

Per esamnare un caso studio di successo nel packaging sostenbile possiamo prendere come esempo calzante Ikea. L’azienda, fondata nel 1943 da Ingvar Kamprad nella cittadina di Älmhult, nella regione dello Småland, in Svezia, ha adottato con grande efficacia gli imballaggi flat-pack in cartone riciclato, riuscendo a ridurre significativamente l’uso del materiale e ottimizzare la logistica di trasporto.

Si tratta di confezioni piatte, che permettono di caricare più prodotti nello stesso spazio, diminuendo i costi di spedizione e riducendo l’impronta di carbonio legata al trasporto. Il design è di tipo funzionale e unito all’attenzione alla sostenibilità, ma non solo: il nuovo packaging ha anche migliorato l’esperienza del cliente, Tutto ciò non ha fatt altro che rafforzare l’identità del brand come leader nell’innovazione e responsabilità ambientale nel settore del furniture retail.

2 – Il Global Commitment e la difficoltà nel raggiungere gli obiettivi di packaging sostenibile

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Hand Holding a Recycling Craft Bag. Reduce Plastic Packaging. Zero Waste Products. Environment, Ecology Care, Renewable Concept

Nel 2018, numerosi marchi a livello globale hanno aderito al Global Commitment, un impegno volontario promosso dalla Ellen MacArthur Foundation e UNEP per affrontare l’inquinamento da plastica e trasformare gli imballaggi verso modelli sostenibili entro il 2025. L’obiettivo era rendere il packaging riutilizzabile, riciclabile o compostabile per il 100%. Tuttavia, un report del 2022 evidenziò poi che circa il 20% delle aziende aderenti non aveva rispettato le promesse: questo portò al fallimento dell’inizitiva. Inltre, solo l’1,2% del packaging era stato effettivamente convertito in modelli di imballaggio riutilizzabile, mentre il 42% dei firmatari non aveva adottato alcuna strategia di riuso. Inoltre, gran parte delle aziende si erano limitate a sostituire il materiale (da plastica a cartone) senza un redesign radicale per eliminare del tutto gli imballaggi monouso.

Cosa ci racconta questo caso? Prima di tutto dimostra come la transizione verso un packaging veramente sostenibile richiede non solo l’adozione di materiali innovativi, ma anche un ripensamento integrato del design, della filiera produttiva e dei sistemi di raccolta e riciclo, accompagnato da un impegno reale e al contempo misurabile e da infrastruttire adeguate. Secondariamente ci fa comprendere come le buone intenzioni non sono sufficienti se il cambio di paradigma non è coordinato tra industrie, consumatori e legislatori.

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Jacopo Setti è esperto in Business Development nell’ambito retail. Laureato in economia, con oltre dieci anni di esperienza in vari settori di vendita al dettaglio come Food & Beverage, Beauty e beni di largo consumo, Jacopo Setti ha maturato le sue competenze nel ruolo di commerciale estero e business developer in Italia e altri paesi europei ma anche a livello globale negli Stati Uniti e in Cina. Oggi Jacopo Setti è responsabile dell’area business development e commerciale presso l’azienda di famiglia Bombonette S.p.A.

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