Sostenibilità e innovazione dal mondo del packaging e dei sistemi espositivi
 

Nuovi materiali per il packaging: innovazione, circolarità e conformità europea

I nuovi materiali per il packaging stanno ridisegnando il settore: fibre vegetali, biopolimeri, scarti agroindustriali e soluzioni compostabili offrono alternative concrete alla plastica monouso. La sfida non è soltanto scegliere materiali “green”, ma progettare imballaggi realmente riciclabili, riutilizzabili o compostabili lungo tutta la filiera.

Materiali emergenti: dalla fibra di legno agli scarti vegetali

Tra le soluzioni più interessanti figurano le fibre cellulosiche di origine legnosa, completamente biodegradabili e adatte a sostituire le reti plastiche per agrumi e prodotti sfusi. PaperFoam combina amido industriale e fibre cellulosiche per ottenere imballaggi protettivi leggeri, modellabili e più sostenibili del polistirolo tradizionale.

Anche i sottoprodotti agricoli diventano risorse: la “leek paper” nasce dagli scarti della pulizia dei porri, mentre i paper Crush integrano fino al 15% di residui di uva, ciliegie, lavanda, mais, caffè e frutta secca. Materiali come Cocoform, a base di fibre di cocco e lattice naturale, o gli imballaggi in fibra di palma mostrano come il packaging possa unire estetica naturale, protezione del prodotto e compostabilità.

Circolarità: oltre il riciclo

Il futuro del packaging è circolare: non basta rendere un imballaggio riciclabile, bisogna garantire che entri effettivamente nei sistemi di raccolta e valorizzazione dei materiali. Le politiche di responsabilità estesa del produttore (EPR) spingono le imprese a finanziare raccolta, riciclo e smaltimento, premiando soluzioni riciclabili e penalizzando quelle difficili da recuperare.

materiali per il packaging Jacopo Setti Bombonette

Materiali per il packaging e PPWR: cosa cambia per le imprese

Il Regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), entrato in vigore il 12 agosto 2026, impone un approccio a ciclo di vita: composizione, riciclabilità, contenuto riciclato, riutilizzo e riduzione degli spazi vuoti. Per le plastiche, la percentuale minima di contenuto riciclato sarà pari al 35% dal 2030 e salirà al 65% entro il 2040.Dal 2028 sarà inoltre obbligatorio un’etichettatura dettagliata della composizione dei materiali, mentre il riutilizzo e il compostaggio dovranno essere dimostrati attraverso sistemi attivi e verificabili. Per le aziende che operano con il mercato UE, la conformità non riguarda solo il materiale: implica tracciabilità, reporting EPR, collaborazione con fornitori e una riprogettazione strutturale degli imballaggi.

Cosa valutare prima di scegliere

  • Riciclabilità reale: verificare che il materiale sia accettato dai sistemi di riciclo del mercato di destinazione.
  • Fine vita certificata: per i compostabili, accertare l’esistenza di un percorso di compostaggio industriale effettivo.
  • Peso e volume: ridurre materiale e spazio vuoto migliora sostenibilità, logistica e costi.
  • Fonte della materia prima: privilegiare fibre rinnovabili, scarti agroindustriali e contenuto riciclato certificato.
  • Compatibilità produttiva: soluzioni come Paptic possono essere lavorate con macchinari simili a quelli per carta e plastica, facilitando la transizione.

Warsaw Pack 2027: il punto di incontro del settore

Per scoprire tutti i nuovi materiali per il packaging, macchine, etichettatura, automazione e soluzioni circolari, un appuntamento chiave è Warsaw Pack, in programma dal 13 al 15 aprile 2027 al Ptak Warsaw Expo di Nadarzyn. La fiera riunisce oltre 600 espositori da 17 Paesi e propone anche la Warsaw PACKTECH Conference, con approfondimenti su tecnologie, tendenze e soluzioni applicabili al packaging alimentare, cosmetico, farmaceutico e logistico.

Per le imprese del packaging, il messaggio è chiaro: l’innovazione dei materiali sarà sempre più inseparabile da riciclabilità verificabile, responsabilità estesa del produttore e progettazione orientata al riutilizzo.

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Jacopo Setti è esperto in Business Development nell’ambito retail. Laureato in economia, con oltre dieci anni di esperienza in vari settori di vendita al dettaglio come Food & Beverage, Beauty e beni di largo consumo, Jacopo Setti ha maturato le sue competenze nel ruolo di commerciale estero e business developer in Italia e altri paesi europei ma anche a livello globale negli Stati Uniti e in Cina. Oggi Jacopo Setti è responsabile dell’area business development e commerciale presso l’azienda di famiglia Bombonette S.p.A.

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