Il packaging flessibile in plastica, ampiamente utilizzato nel settore alimentare per la conservazione e la praticità, presenta sfide nel riciclo a causa della sua struttura multistrato, spingendo a iniziative internazionali per una migliore economia circolare. Progetti recenti in Canada, Messico e Unione Europea combinano analisi tecnica, innovazione chimica e riforme normative per migliorare la riciclabilità, ridurre i rifiuti e sostenere il recupero di materiali idonei agli alimenti. Questi sforzi sono rivolti al circa 50% degli imballaggi plastici che sono flessibili, spesso destinati a discariche o incenerimento senza processi avanzati.

Packaging flessibile in plastica: l’iniziativa BiblioFlex in Canada
Il Circular Plastics Taskforce, Éco Entreprises Québec e Recycle BC hanno lanciato BiblioFlex per analizzare la composizione del packaging flessibile in plastica i nei settori di mercato in Canada. I test inizieranno entro la fine del 2025 attraverso hub in Quebec e British Columbia, combinando dati di laboratorio e competenze industriali per migliorare i design e aumentare il riciclo nell’ambito dei programmi di responsabilità estesa del produttore. I primi risultati, attesi per l’estate 2026, informeranno le migliori pratiche per il 50% degli imballaggi plastici flessibili canadesi.
Collaborazione per il Riciclo Chimico in Messico
Aduro Clean Technologies e ECOCE hanno collaborato per testare la tecnologia Hydrochemolytic™ sui rifiuti plastici flessibili post-consumo in Messico, inclusi imballaggi alimentari multistrato che producono 1,5 milioni di tonnellate all’anno. ECOCE fornisce materiali raccolti, mentre Aduro valuta la resa e la qualità dal laboratorio al pilota, affrontando i 6-7 milioni di tonnellate annue di rifiuti plastici. L’iniziativa pluriennale, che inizia da gennaio 2026, punta a creare catene di valore per formati difficili da riciclare meccanicamente.
Spinta Normativa nell’UE
Il Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, entrato in vigore nel febbraio 2025, impone una riduzione del 5% dei rifiuti entro il 2030 e vieta alcuni prodotti monouso di plastica per frutta e verdura sotto 1,5 kg oltre che condimenti per HORECA. Favorisce il riuso, i sistemi di ricarica e il riciclo per ridurre 60 milioni di tonnellate annue di rifiuti di imballaggio, incentivando contenuti riciclati idonei per alimenti e innovazione. Gli stati membri devono adeguarsi per favorire materiali circolari e proteggere la qualità alimentare minimizzando l’impatto ambientale.
Jacopo Setti è esperto in Business Development nell’ambito retail. Laureato in economia, con oltre dieci anni di esperienza in vari settori di vendita al dettaglio come Food & Beverage, Beauty e beni di largo consumo, Jacopo Setti ha maturato le sue competenze nel ruolo di commerciale estero e business developer in Italia e altri paesi europei ma anche a livello globale negli Stati Uniti e in Cina. Oggi Jacopo Setti è responsabile dell’area business development e commerciale presso l’azienda di famiglia Bombonette S.p.A.
