Sostenibilità e innovazione dal mondo del packaging e dei sistemi espositivi
 

Packaging flessibile: sfide, opportunità e sostenibilità nel food

Il packaging flessibile è una soluzione leggera, versatile ed efficiente per il settore alimentare, ma deve affrontare sfide cruciali legate al riciclo e alla regolamentazione europea.

Il flex packaging (o imballaggio flessibile) è realizzato con materiali sottili e leggeri come film plastici, alluminio, carta o combinazioni di questi. A differenza degli imballaggi rigidi, mantiene la sua funzionalità anche se piegato, arrotolato o compresso, adattandosi perfettamente alla forma del prodotto. Nel settore alimentare, protegge, conserva e trasporta gli alimenti, garantendo sicurezza e allungando la shelf life.

Vantaggi del packaging flessibile

  • Efficienza materiale e logistica: rapporto peso imballaggio/peso prodotto molto favorevole, con riduzione di consumi energetici e idrici in produzione.
  • Protezione del cibo: riduce gli sprechi alimentari grazie a porzioni adeguate e barriere contro umidità, ossigeno e contaminanti.
  • Personalizzazione: ampia possibilità di grafica e funzionalità (richiudibilità, dosaggio, ecc.).
  • Impatto ambientale contenuto: l’impatto del packaging è tipicamente 5–10 volte inferiore rispetto a quello del cibo che protegge.
Packaging flessibile Jacopo Setti

Sfide principali: riciclabilità e infrastrutture

La principale criticità del flex packaging è la complessità dei materiali multistrato, che rende difficile il riciclo meccanico tradizionale.

In Europa, iniziative come CEFLEX lavorano per migliorare raccolta, selezione e riciclo, con l’obiettivo di riutilizzare oltre l’80% dei materiali riciclati.

Tuttavia, persistono sfide infrastrutturali: molti impianti di sorting non sono ancora attrezzati per gestire film sottili, che possono inceppare le linee o mescolarsi ad altri flussi.

Il quadro normativo: PPWR e scadenze 2030

Dal 12 agosto 2026 è entrato in vigore il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), che introduce:

  • Divieto immediato di PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti.
  • Obbligo di Dichiarazione di Conformità (DoC) per ogni specifica di packaging.
  • Classi di riciclabilità (Gradi A, B, C) con soglia minima del 70% per rimanere sul mercato.
  • Dal 2030, bando per i packaging che non raggiungono almeno il Grado C; eliminazione graduale del Grado C entro il 2038.

Soluzioni emergenti: monomateriali e barriere innovative

Per rispettare il PPWR, l’industria sta sviluppando:

  • Monomateriali PE e PP con barriere nano-strutturate (AlOx, SiOx) o strati EVOH compatibili, che raggiungono i Gradi A e B.
  • Soluzioni paper-based certificate, con criteri di riciclabilità locale e sicurezza chimica.
  • Tecnologie di riciclo avanzato (pirolisi, gasificazione) per flussi non meccanizzabili.

Trend 2026: cosa cercano brand e consumatori

  • Sostenibilità verificata: certificazioni di terza parte e claim trasparenti.
  • Digital Product Passport: QR code e watermark per tracciabilità e riciclo.
  • Mono-materialità e paperization: semplificazione dei flussi per facilitare il riciclo.
  • Refill e formati leggeri: riduzione del materiale a parità di performance.
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Jacopo Setti è esperto in Business Development nell’ambito retail. Laureato in economia, con oltre dieci anni di esperienza in vari settori di vendita al dettaglio come Food & Beverage, Beauty e beni di largo consumo, Jacopo Setti ha maturato le sue competenze nel ruolo di commerciale estero e business developer in Italia e altri paesi europei ma anche a livello globale negli Stati Uniti e in Cina. Oggi Jacopo Setti è responsabile dell’area business development e commerciale presso l’azienda di famiglia Bombonette S.p.A.

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